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Autostrade per l’Italia deve rimuovere i Tutor: la decisione della Corte d’Appello

tutor

La presenza del Tutor, il sistema utilizzato per rilevare la velocità media dei veicoli in autostrada, è sempre stata discussa ma voluta non solo per cercare di cogliere in flagranza chi supera il limite, ma soprattutto per motivi di sicurezza. Il suo utilizzo è ritenuto più utile rispetto alle caratteristiche di un normale autovelox: non vengono infatti immortalati i singoli momenti in cui non si rispetta il Codice della Strada e questo rende inutile frenare quando si intravede l’apparecchio. A sorpresa, questi strumenti non potranno più essere installati: una sentenza della Corte d’Appello di Roma obbliga Autostrade per l’Italia a rimuoverli.

Una sentenza storica

La Corte d’Appello di Roma ha preso una decisione che può considerarsi storica e destinata allo stesso tempo a fare discutere. Secondo quanto deciso dai giudici, Autostrade per l’Italia dovrà rimuovere e distruggere tutti i tutor presenti sulla rete autostradale perché il brevetto è di proprietà della Craft, una piccola azienda di Greve in Chianti, in Toscana.

La conseguenze non sono finite qui. L’ordinanza è esecutiva fin da subito. Per ogni giorno di ritardo nell’eliminazione degli apparecchi dalla rete autostradale è prevista una sanzione pari a 500 euro. Non spetta invece alcun risarcimento all’azienda coinvolta, che avrà comunque la possibilità di rivalersi con Autostrade per l’Italia chiedendo di comprare il brevetto.

Autostrade per l’Italia non demorde

Autostrade per l’Italia, pur riconoscendo quanto stabilito dai giudici, non ha comunque intenzione di fermarsi qui e ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione. Chi sperava in una rimozione del tutor sin da ora deve però mettersi il cuore in pace. Il dispositivo, infatti, “non verrà rimosso, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale” – ha fatto sapere la società.

Il tutor nasce per preservare la sicurezza degli automobilisti (Foto: La Stampa.it)

Nemmeno la possibilità di andare incontro a una multa sembra spaventare l’azienda che gestisce la rete autostradale italiana. Gli apparecchi, secondo quanto precisato dall’azienda, resteranno infatti attivi per altre settimane, con relativo quindi esborso di denaro.

C’è chi ha apprezzato la decisione di Autostrade per l’Italia di mantenere i Tutor ancora attivi nonostante la sentenza dei giudici. Si tratta della polizia stradale, che ritiene questa scelta positiva per preservare la sicurezza degli automobilisti.