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Il tutor in autostrada riduce gli incidenti? Non in modo determinante

autostrada tutor

La presenza dei tutor in autostrada, i dispositivi in grado di rilevare chi tende a premere troppo il pedale dell’acceleratore, è stata oggetto di non poche discussioni negli ultimi tempi. Prima la disputa legale sul brevetto che aveva portato allo spegnimento dei device, poi il pronunciamento della Cassazione a ridosso del controesodo, che aveva così portato alla reinstallazione di tutti i dispositivi. Uno studio realizzato recentemente dall’Università di Trento: questo tipo di strumentazione non ha contribuito in modo determinante a incrementare il livello di sicurezza sulle strade.

Tutor in autostrada

Per cercare di rendere più scrupoloso il modo di agire di chi è al volante si è arrivati all’installazione dei tutor, un’apparecchiatura che è in grado di calcolare la velocità media tenuta dai veicoli e di fotografare chi è più indisciplinato. Una strumentazione del genere, grazie anche ai segnali luminosi che ne indicano la presenza, è stata sin da subito ritenuta un “invito” a essere più rispettosi del Codice della Strada sperando in questo modo che, di conseguenza, si sarebbe ridotto il numero di incidenti. In realtà, questa idea non corrisponderebbe del tutto alla realtà, come  indicato studio dell’Università di Trento pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Economics of Transportation.

Uno strumento salvavita? Non del tutto

È ormai trascorso più di un decennio, nonostante qualche breve interruzione, dall’introduzione in autostrada dei tutor, ma la loro efficacia sarebbe minore rispetto a quanto ipotizzato.

Infatti, il numero di incidenti gravi è diminuito, ma non in modo così determinante.

L’analisi portata avanti da Flavio Bazzana, direttore del Dipartimento di Economia e Management dell’Ateneo trentino, e Mattia Borsati e Michele Cascarano, dottorandi in Economics and Management all’Università di Trento, registra un calo pari al 3,9%, ma non ci sarebbe una diretta connessione con il ruolo svolto da questi dispositivi.

Come riporta Ansa, uno dei ricercatori, Mattia Borsati, ha affermato: “L’analisi econometrica dei dati riguardanti il numero di incidenti avvenuti tra il 2001 e il 2017 su tutti i 50 settori autostradali in concessione mostra come un aumento di un 1/10 del rapporto tra i km coperti con questo dispositivo e i km totali della tratta corrisponda a una riduzione degli incidenti con feriti del 3,9% circa. A fronte di questo effetto positivo ma limitato, non abbiamo riscontrato evidenze empiriche sufficienti dell’effetto positivo del Safety Tutor sulla riduzione degli incidenti mortali“.

 

Fonte foto in alto: Wikipedia, autore Freytagberndt, immagine modificata