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Formula 1: niente spettatori per il Gp del Bahrain

Pista del Bahrain

Come divulgato dagli organizzatori del Gp del Bahrain, la seconda gara del campionato di quest’anno verrà svolta a porte chiuse. A resistere è ancora il Gp d’Australia che rimane confermato. La diffusione del Coronavirus costringe le autorità alla prudenza. Pochi giorni fa era stata infatti sospesa la vendita dei biglietti a scopo cautelativo. La Task Force nazionale mette quindi al primo posto la salute di tutti i partecipanti al Gp.

“Evento riservato ai soli partecipanti”

“In consultazione con i nostri partner internazionali e la Task force nazionale sulla salute del Regno, il Bahrain ha deciso di organizzare il GP di F1 di quest’anno come evento riservato ai soli partecipanti”. Così riporta Skysport riguardo al comunicato ufficiale divulgato sul sito e i canali social del Bahrain International Circuit. Per salvaguardare la salute di partecipanti e sostenitori, la gara in Bahrain del 22 marzo verrà svolta a porte chiuse. Gli organizzatori tendono a sottolineare: “Sappiamo che molti saranno delusi da questa notizia, soprattutto tutti coloro che volevano recarsi all’evento, ma la sicurezza deve rimanere la nostra massima priorità. Però affermano: “Per garantire comunque lo svolgimento del weekend, nella sua interezza, vi sarà un’adeguata copertura televisiva.”

Stop alla vendita dei biglietti

A causa dell’epidemia del COVID-19, già qualche giorno fa gli organizzatori del Gp del Bahrain avevano deciso di bloccare la vendita dei biglietti per l’evento. “Man mano che emergono ulteriori fatti, il BIC è in stretta comunicazione con i vertici della Formula 1 e con le autorità sanitarie del Regno per valutare lo sviluppo della situazione e l’eventuale rilascio di ulteriori biglietti o rimborsare alcuni di quelli già venduti sulla base di consigli dei dottori relativi all’evolversi della situazione”. Questo è quanto riporta Motorsport.com rispetto al comunicato ufficiale del Bahrain International Circuit del 5 marzo.

Foto in alto: Wikipedia; autore: Derek Morrison; immagine modificata; licenza Creative commons