Hamilton si schiera contro il razzismo e rivela: “Sono stato bullizzato”

Hamilton si schiera contro il razzismo e rivela: “Sono stato bullizzato”

In attesa di tornare a gareggiare, Lewis Hamilton non ha esitato a prendere posizione a sostegno delle proteste del movimento Black Lives Matter. A scatenarle è stata l’uccisione di George Floyd, l’uomo di colore morto a Minneapolis durante un fermo di polizia dopo che un agente per immobilizzarlo ha appoggiato il ginocchio sul suo collo impedendogli di respirare. Il video del suo arresto ha fatto il giro del mondo scatenando un’ondata di manifestazioni contro il razzismo. Lewis Hamilton non si è limitato solo a sostenere le proteste ma due giorni fa ha anche confessato di essere stato vittima di razzismo in passato. Il campione del mondo in carica di Formula Uno non ha poi esitato a schierarsi a favore dei manifestanti di Bristol che hanno abbattuto una statua di un ex schiavista.

La clamorosa rivelazione di Lewis

Aprirsi a cuore aperto e raccontare a tutti un momento che ha condizionato la nostra esistenza e che si fatica a dimenticare non è facile per nessuno. Anche un campione affermato come Lewis Hamilton non può fare eccezione. Non è un caso che il pilota della Mercedes abbia deciso di unirsi alla protesta contro il razzismo che sta raccogliendo un seguito sempre più importante negli ultimi giorni sui social, caratterizzata dall’hashtag #Blacklivesmatter.

Il britannico ha così deciso di sfruttare il suo profilo Instagram per raccontare un episodio del suo passato che l’ha fatto soffrire. Lui conosce bene infatti cosa vuol dire essere guardato diversamente dagli altri perché considerati “diversi”. “Ho letto ogni giorno il più possibile per cercare di sapere il più possibile su quello che è successo nella nostra lotta contro il razzismo, questo ha riportato alla memoria tanti dolorosi ricordi della mia gioventù – ha scritto -. Ricordi vividi delle sfide che ho affrontato quando ero bambino, sono sicuro che molti di voi che abbiano sperimentato il razzismo o qualsiasi tipo di discriminazione abbiamo vissuto. Ho parlato così poco delle mie esperienze personali perché mi è stato insegnato a tenermi le cose dentro, non mostrare debolezze, uccidere gli altri con l’amore e poi batterli in pista. Ma lontano dai circuiti sono stato bullizzato, picchiato, e il solo modo per rispondere a questo è stato imparare a difendermi, così ho imparato il karate. Ma gli effetti psicologici negativi non possono essere misurati“.

Questa sofferenza è però una delle molle che lo spinge a dare il massimo in pista con la sua monoposto: “È anche per questo che guido nel modo in cui lo faccio, è molto più profondo di un semplice sport, io sto ancora lottando. Grazie a Dio avevo mio papà, una figura molto forte a cui potevo guardare, che sapevo che capiva e che sarebbe stato dalla mia parte in ogni caso. Non tutti hanno questa fortuna, ma dobbiamo restare uniti con coloro che non hanno quell’eroe al quale affidarsi e che li protegga. Dobbiamo unirci. Vogliamo solo vivere, avere le stesse possibilità a livello di istruzione, e non aver paura di passeggiare per strada, andare a scuola o in un negozio. Ce lo meritiamo come chiunque altro. L’uguaglianza è essenziale per il nostro futuro. Non possiamo smettere di portare avanti questa battaglia e io per primo non mollerò mai.

La presa di posizione sui fatti di Bristol

Negli ultimi giorni i profili social del campione del mondo sembrano essere quasi monotematici, ma, considerato quanto ha rivelato, non potrebbe essere diversamente. Nelle ultime ore Hamilton ha così deciso di esprimersi apertamente anche sulla manifestazione avvenuta a Bristol, dove un gruppo di persone è arrivata ad abbattere una statua di Edward Colston, politico britannico, mercante e filantropo vissuto tra il XXVII e il XVIII secolo, uomo che nel corso della sua esistenza è stato anche un commerciante di schiavi.

I responsabili dell’azione sono stati identificati dalle forze dell’ordine, tuttavia il campione britannico ha un’opinione diversa: “La statua di Edward Colston, mercante di schiavi, è stata buttata giù!!! Il nostro paese ha onorato un uomo che ha venduto schiavi africani! Tutte le statue di uomini razzisti che hanno fatto soldi dalla vendita di vite umane dovrebbero essere tolte! – si legge in una delle sue ultime Instagram Stories –. Chi sarà il prossimo? Sfido i presidenti del governi di tutto il mondo a seguire l’esempio, togliere queste statue, per unirsi alla rimozione pacifica di questi simboli razzisti”.

Foto in alto: Instagram Lewis Hamilton