Ducati è un marchio senza tempo che nell’ultimo decennio ha saputo imporsi anche nello scenario competitivo, riacciuffando i fasti di un tempo passato con le grandi performance tanto in Superbike quanto in MotoGP. Sempre sul pezzo sin dal debutto con il Capirossi, apoteosi col mondiale di Stoner ed un occhio strizzato al futuro con l’arrivo, dall’anno prossimo, di Jorge Lorenzo come prima guida.

Ma Ducati è molto di più. Per qualcuno la rossa a due ruote è uno stile di vita: non a caso esiste un vocabolo dalla precisa connotazione, “ducatista“, che si riferisce a tutti coloro si rivedono nella filosofia del marchio.

L’azienda è nata a Borgo Panigale, un quartiere di Bologna, nel 1926. A volerla l’ingegnere Antonio Cavalieri Ducati: inizialmente denominata Società scientifica Radio Brevetti Ducati, si iniziò ad occupare di motori e motocicli solamente nel dopoguerra.

Nell’anno appena chiuso l’azienda, di cui è possibile visitare un fantastico museo in sede, ha chiuso in crescita: oltre 55mila i modelli venduti nel solo ramo commerciale.

Ecco una lista delle 5 Ducati più significative della storia. L’articolo continua >

5. 750GT

Prodotta dal 1971 al 1974, la 750GT determinò l’inzio di un’era motociclistica introducendo la dotazione di un motore bicilindrico di grossa cubatura – rispetto gli standard di allora -; il cosiddetto “pompone“. Ebbe un discreto successo nelle competizioni motoristiche e, qualche anno più tardi, nell’allestimento 750SS, inaugurò la distribuzione desmodromica che ha poi caratterizzato tutti modelli di Borgo Panigale.

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4. 999

Nata nel 2022, la Ducati 999 rappresenta il culmine della gloriosa serie della 916, 996 e 998. A livello commerciale, per varie ragioni, la 999 non ottiene lo stesso successo dei suoi antesignani, ma realizza un grandioso successo nel mondiale Superbike, vincendo il titolo al suo primo anno di competizioni con l’inglese Neil Hodgson durante la stagione 2003, poi con un altro britannico, James Toseland. Ci vorrà Troy Corser, in sella alla Suzuki, ad interrompere il regno Ducati, conquistato il titolo iridato 2005.

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3. Monster

Vide la luce nel 1993, diffondendo la moda della categoria naked. La Ducati Monster è stata prodotta nelle più varie cilindrate, sebbene l’originale fosse un 904 cc raffreddato ad aria, con telaio a tralicci ereditato dalla serie 851 e la distribuzione, per l’appunto, di tipo desmodromico. Dal 2008 la Monster è stata rimpiazzata dalla Monster 696, con un design originale e soluzioni pesantemente rinnovate, come pinze radiali Brembo e la frizione antisaltellamento.

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2. 1098

In commercio dal 2007 al 2009, eredita lo spirito della 999 e delle sue progenitrici. Moto da strada sportivissima, dalle linee compatte ed eleganti, nasconde un propulsore bicilindrico a “L” da 1.098 cc capace di erogare fino a 160 cv. Ha persino un nome: Testastretta Evoluzione. Dal 2010 è stata sostituita dalla 1198.

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1. Ducati Desmosedici RR

Prendete la Ducati Desmosedici della MotoGP, fatele le dovute modifiche per l’uso in strada e aggiungeteci tutte le soluzioni del caso: l’equazione vi darà come risposta la Desmosedici RR. Il motore è un V4 a 90° con bancate a L, 989 cc di cilindrata con 4 valvole a cilindro, doppio albero a camme a distribuzione desmodromica e configurazione Twin Pulse a scoppi asimmetrici. Il telaio è composto da tubi di acciaio, con telaietto di sella in carbonio: gli scarichi sono integrati nella livrea, come nel motomondiale. 200 cattivissimi cavalli.

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