Paura da Coronavirus, i giapponesi della MotoGp restano in Qatar

Paura da Coronavirus, i giapponesi della MotoGp restano in Qatar

È ormai sempre più difficile riuscire a fermare l’allerta generata dal Coronavirus. A farne le spese è anche il Motorsport, anche se per ora si sta cercando di monitorare l’evolversi della situazione provando a non fare troppi allarmismi. Il Motomondiale non ha messo in atto alcuna modifica al calendario e anche la tappa in Thailandia, prevista subito dopo l’esordio in Qatar, non è stata cancellata. Il via della stagione è però ormai sempre più vicino e la cautela continua così a essere massima soprattutto per gli spostamenti: la maggior parte degli addetti ai lavori giapponesi non faranno ritorno in patria, ma resteranno a Doha, in attesa della gara, prevista l’8 marzo.

Massima cautela per chi viaggia

In attesa di capire se il Coronavirus riuscirà davvero a essere sconfitto, sono in tanti ad avere modificato almeno parzialmente i propri programmi nel timore di un possibile contagio. I rischi maggiori possono verificarsi soprattutto per le categorie più vulnerabili: i medici in questi casi invitano a ridurre, se non strettamente necessari, gli spostamenti per evitare contatti con sconosciuti.

Una situazione di questo tipo sta riguardando anche gli addetti ai lavori del Motomondiale, alle prese con le ultime modifiche in vista della partenza della nuova stagione ormai vicinissima. Proprio in questi giorni si sono svolti i test in Qatar, sede della prossima gara, e per le persone provenienti dal Giappone, Paese a rischio, si è presa una decisione importante: resteranno nel Paese asiatico. Si tratta di una limitazione comunque parziale: come riferisce Motorsport.com, ai dipendenti di Suzuki  e Honda è concesso di spostarsi in altre zone nei prossimi giorni, ma a condizione che non si tratti di zone ritenute “pericolose”.

E gli italiani?

Ben diversa è invece la situazione della nostra Penisola, dove il numero delle persone contagiate sembra crescere di giorno in giorno, soprattutto in Lombardia e in Veneto. In misura inferiore non mancano però i casi anche in altre regioni ed è per questo che è raccomandabile agire con il massimo scrupolo.

In Qatar al momento non sono stati imposti particolari divieti a chi vorrà fare ritorno in Italia in attesa della partenza degli impegni ufficiali. I nostri connazionali del team Suzuki hanno deciso di restare a Doha, mentre chi si sposterà valuterà con attenzione la propria destinazione evitando con cura le “zone rosse”.