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F1, GP Brasile: pole tra le polemiche per Lewis Hamilton, Vettel partirà secondo

È Lewis Hamilton il più veloce sul circuito José Carlos Pace di Interlagos, stabilendo il nuovo record della pista con il crono di 1’07″281. Hamilton segna la decima pole position stagionale — un traguardo già tagliato nelle ultime tre stagioni — al termine di una sessione di qualifiche minacciata da frequenti e leggere schiarite che da un lato hanno reso viscido l’asfalto brasiliano, soprattutto sul finire del Q2, dall’altro hanno condizionato le strategie dei vari team. Ma il risultato dell’inglese ha sollevato tante polemiche, perchè il campione del mondo non è stato sanzionato nonostante due manovre pericolose, che la direzione, in altre occasioni passate, ha punito tempestivamente.

Il Cavallino Rampante in forma

La Ferrari c’è, Vettel è in grande spolvero, Raikkonen promette bene. Ma la mossa più preziosa di Maranello è avvenuta all’inizio del Q2: in quel momento la pioggia era all’orizzonte e qualche pilota già segnalava le prime gocce. Tuttavia il muretto ha deciso di richiamare sia Kimi che Seb senza aver compiuto alcun giro lanciato per montare immediatamente gomme Soft. Un rischio che ha dato frutti, perchè con un anticipo perfetto sul maltempo i due alfieri in rosso sono riusciti a qualificarsi per il Q3. E adesso, come da regolamento, scatteranno con gomme gialle anziché le Supersoft rosse adottate dal resto dei top riders. E stando alla carta partire con le Soft offre un netto vantaggio nell’economia di gara.

Una domenica da infiammare

Sebastian ha poi concretizzato nel Q3 il suo feeling con Interlagos, classificandosi in seconda posizione a soli 0″093 dal miglior tempo di Hamilton, fermato da una sbavatura in Curva 8. Buona prestazione anche per Valtteri Bottas, terzo a +0″160, veloce per tutto il weekend ma poco incisivo nel momento critico. Chiude la seconda fila Kimi Raikkonen, comunque vicino a +0″175. Come si può ben notare dai quattro piloti in neppure due decimi di secondo, Ferrari e Mercedes si equivalgono. E domani sarà una gara combattutissima in uno dei più osannati tempi della velocità.

Non mancano le polemiche

Alla vigilia del GP del Brasile, nonostante i giochi per il titolo piloti siano chiusi con la vittoria matematica di Hamilton, il Circus ritorna nell’occhio del ciclone. Durante le fasi finali del Q2, infatti, Hamilton in disimpegno ha dapprima ostacolato la traiettoria di Raikkonen (seppur fortuitamente) poi, dopo una manciata di minuti, si è profilata la stessa situazione. Mentre Sirotkin stava per sorpassarlo, Lewis ha improvvisamente effettuato una sterzata all’interno ed è stata questione di centimetri a separare le due vetture dallo scontro. I commissari non hanno trovato opportuno neppure investigare l’accaduto in quanto “Sirotkin si trovava nel suo giro d’uscita dai box“. Viceversa la direzione ha richiamato Vettel (formalmente investigato) per aver buttato giù un birillo nella pesatura del Q2, in un momento peraltro frenetico e turbolento di corsa.

Red Bull opache, Alfa Sauber in palla

Ci si aspettava qualcosa in più, invece, dalle Red Bull. Nonostante gli ottimi segnali giunti dalle prove libere, alla scuderia di Milton Keynes sembra mancare quel guizzo in più nello sviluppo finale di setup e monoposto. Max Verstappen rinnova l’abbonamento con la terza fila, occupando la quinta casella dello schieramento, davanti ad una coppia inedita. A scattare dalla sesta e settima piazza saranno infatti le due Alfa Sauber di Marcus Ericcson e Charles Leclerc. Quest’ultimo è stato sì staccato di due decimi nella run finale dal suo compagno di scuderia, ma in Q2 ha compiuto un piccolo prodigio: con la pista ormai bagnata ha preferito rifiutare gli ordini del muretto di rientrare ed accontentarsi dell’11esima posizione, per poi infilare un giro semplicemente perfetto che gli è valsa la top ten.

N.B: Daniel Ricciardo ha sostituito la Power Unit e per questo sarà retrocesso di cinque posizioni.

 

AGGIORNAMENTO
Sebastian Vettel è stato sanzionato con una reprimenda e con 25mila euro di multa per non aver rispettato, durante il Q2, le procedure previste dalla pesatura della macchina. Il ferrarista, per limitare il dispendio di tempo in una fase delicatissima della qualifica, ha sì spento il motore ma sia in fase di ingresso che d’uscita della bilancia non ha consentito ai marshall di spingere la vettura a mano. E proprio scendendo dalla bilancia, a vettura accesa, il tedesco ha danneggiato le strumentazioni.