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Fenati prova a difendersi dopo lo scandalo di Misano: “Gesto pericoloso, ma è un fallo di reazione”

Romano Fenati è l’infelice tormentone di questo inizio settimana. Il pilota della Marinelli Snipers si è messo in luce con un gesto inaccettabile e antisportivo durante la gara di Moto2, quando in pieno rettilineo ha tirato la leva del freno a Stefano Manzi, come indegna conclusione di una serrata bagarre, tesa e ricca di incomprensioni sin dal primo giro. Sorpassi, spallate e contatti sono paradossalmente passabili, ma quel braccio che sporge dalla carena ad oltre 200 km/h per infastidire un rivale proprio no. E prontamente la commissione gara gli ha sventolato sotto il naso una bandiera nera. Per i profani: squalifica.

 

Sospensione di due GP

La scuderia ha prontamente sospeso Fenati, estendendo la sanzione comminata in corsa per guida irresponsabile. Il pilota di Ascoli Piceno, che dal 2016 ha abbandonato la VR46 Racing Academy, sarà così costretto a saltare la tappa di Aragon e quella di Buriram, rispettivamente il GP di Aragona e quello di Thailandia. Una punizione che a qualcuno è sembrata lieve e poco esemplare, a iniziare da Manzi, che ha sottolineato la gravità del gesto subìto: “Non mi sembra una decisione giusta, perché un gesto del genere non si dovrebbe neanche pensare di farlo in quanto si arriva davvero a mettere a rischio la vita degli altri in pista. Quando mi ha toccato la leva del freno andavo a 217 km/h e me l’ha toccata con 20 bar, quando mediamente la pressione che si raggiunge qui è di 9, quindi più del doppio“. Perdonarlo? “No, non si può perdonare. Si fa già molta fatica a perdonare una sportellata quando non si cade, ma un gesto con cui provi ad ammazzare un’altra persona, perché a 200 all’ora parliamo di provare ad ammazzare una persona, non lo puoi perdonare. Già prima tra me e lui non c’era un grande rapporto, ma ora con me ha chiuso“.

La reazione dal paddock

Dello stesso avviso anche l’inglese della MotoGP Cal Crutchlow, che a Misano ha centrato un ottimo terzo posto: “Credo che Fenati non debba più salire su una moto. Penso che il suo team avrebbe dovuto cacciarlo via a calci. Merita di essere espulso. Rischiamo già la nostra vita abbastanza, non c’è bisogno di questi gesti. Certo, prima c’era stato un contatto, ma nelle corse succede sempre e questo non lo giustifica“. Amareggiato anche Valentino Rossi, che ha avuto modo di conoscere vicino lo stesso Fenati: “Un brutto gesto. Come Academy in passato abbiamo puntato molto su di lui, ma non siamo riusciti a gestirlo ed è stata una sconfitta“.

La versione di Romano

Eppure un mea culpa di Fenati non è arrivato. Non perlomeno in maniera integrale: C’è stato un primo contatto in cui mi ha portato fuori pista. Lui era davanti a me, poi l’ho superato. Dopo avermi superato, mi ha rallentato portandomi fuori pista per la seconda volta. Non dico che questa sia una giustificazione, ma credo che questo debba essere considerato perché i piloti che corrono senza preoccuparsi degli altri, rovinano le gare degli altri e questo non è giusto. La mia reazione non è stata una bella mossa, è stato un gesto pericoloso per me e per lui. Non voglio giustificarlo, ma vorrei che fosse visto in prospettiva. Mi hanno punito e non potrò prendere parte alle prossime due gare. Non sono interessato a fare appello. Quelli che commettono errori sono sempre gli stessi. Necessario essere più equi“.