Marco Melandri alla porta senza preavviso: “Ducati mi ha trattato male”

Marco Melandri alla porta senza preavviso: “Ducati mi ha trattato male”

Marco Melandri non le manda a dire e si toglie qualche sassolino dalle scarpe in relazione al suo addio alla Ducati per la stagione 2019, in cui sarà sostituito da Alvaro Bautista. Il pilota più vincente in Superbike, 22 vittorie e 68 podi non sembra andare proprio d’accordo con la casa di Borgo Panigale, già nel 2009 in MotoGP, la promettente coppia italiana si era lasciata in malo modo dopo un solo anno di contratto. La scelta ricaduta su Alvaro Bautista non è avvenuta in modo leale per il ravennate, che accusa i vertici Ducati.

Credits: Bikesportnews

Melandri si sfoga: “Ho saputo della mia sostituzione attraverso i media!”

È un Marco Melandri al veleno quello che parla ai microfoni di Speedweek. Il campione del mondo 250 nel 2002 lascerà la Ducati Superbike a fine stagione, dopo tre vittorie (al netto della stagione ancora in corso) e tante aspettative mancate. A non convincere il pilota italiano è il comportamento dei vertici Ducati, rei, secondo l’accusa dello stesso Melandri, di non aver rispettato il pilota e l’uomo: “Sono convinto che da giugno sapessero cosa avrebbero fatto, questo è certo, nessuno ha mai parlato con me, sapete qual è il colmo? Finora nessuno mi ha detto che sono fuori. Ne ho sentito parlare dai media, nessuno mi ha chiamato dalla Ducati, non ho ricevuto e-mail“. Indiscrezioni provenienti dal paddock parlavano di un problema di ingaggio per Melandri, che però tuona in risposta: Sono il pilota più economico nel paddock, in Ducati ho preso 150.000 euro in due anni, Chaz Davies ha incassato 1.3 milioni di euro, nove volte più di me. La Ducati non mi ha nemmeno chiesto quanto avrei voluto per restare. Alvaro Bautista non può aver chiesto meno di me, ci sono altre ragioni dietro questo affare”.

Il fiume in piena Melandri aumenta di intensità nei confronti di Stefano Cecconi, amministratore delegato del main sponsor di Ducati, Aruba, nonché proprietario del team: “Prima della gara di Misano, Stefano mi aveva assicurato che lui era il capo del team, e che sarebbe stato lui ad avallare la scelta dei piloti. Quando ho saputo che Ducati aveva firmato con Bautista ho richiamato Stefano , mi ha risposto che non poteva farci niente. In precedenza, era proprietario di una squadra e improvvisamente non sapeva nulla e non poteva fare nulla“.

Credits: Speedsport

In Ducati anche in MotoGP, stesse aspettative, risultati simili

L’avventura Ducati per Marco Melandri si conferma essere agrodolce. Nel 2008 la casa di Borgo Panigale lo scelse per affiancarlo al campione del mondo Casey Stoner, il talento del ravennate era riconosciuto da tutti (vice-campione del mondo nel 2005 alle spalle di Valentino Rossi), ma il mancato feeling tecnico con la Desmosedici lo relegò a comparsa. L’avventura in Superbike, inizialmente, si è dimostrata molto più promettente, come dimostrato dallo splendido inizio di stagione, poi però i risultati sperati non sono arrivati e la casa di Borgo Panigale ha convenuto di scegliere Alvaro Bautista, veterano della MotoGP, da affiancare a Chaz Davies per la stagione 2019.

Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati, motiva così la scelta della rossa italiana, come riporta Corsedimoto: “Un paio di mesi fa abbiamo iniziato a pensare e vedere quali piloti sarebbero stati disponibili a guidare la nuova Panigale V4 il prossimo anno in Superbike. Avevamo in mente di confermare entrambi i nostri attuali piloti (cioè Melandri e Davies, ndr), ma abbiamo anche guardato più da vicino la performance di Alvaro Bautista.  Dopo un inizio difficile della stagione, ha sempre lottato per le prime 10 posizioni, cosa difficile oggi in MotoGP. Alla fine abbiamo deciso che poteva essere il miglior compagno di squadra per Chaz e ottenere buoni risultati, insomma che un pilota come Alvaro in Superbike può darci qualcosa in più”. Parole che non hanno certamente disteso il clima.