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MotoGp, Capirossi sta con Valentino: “Ad Aragon ci deve provare”

Capirossi

Valentino Rossi alla fine ha deciso di osare. Il “Dottore”, dopo avere ricevuto l’ok dai medici seguirà infatti il suo team ad Aragon, dove domenica fa tappa il Motomondiale. Difficilmente riuscirà a tornare in corsa per il titolo, ma restare a guardare ancora i colleghi dopo avere già saltato una delle gare a cui tiene di più, quella di Misano, non sarebbe stato da lui. Una scelta certamente coraggiosa, fatta a soli venti giorni dal brutto incidente in Enduro in cui ha riportato la frattura di tibia e perone, ma che dimostra come il nove volte campione del mondo non abbia perso la voglia di lottare in pista. La decisione è appoggiata anche da Loris Capirossi, che incoraggia l’ex collega a tentare l’impresa.

Non mollare mai è fondamentale

Chi è abituato a competere ad alti livelli in pista ormai da una ventina d’anni sa bene come sia fondamentale non arrendersi di fronte alle difficoltà e avere la voglia di migliorare costantemente. Caratteristiche che non mancano certamente a Valentino Rossi, che vanta nove titoli di campione del mondo in carriera, e l’entusiasmo di un ragazzino, pur avendo ormai compiuto 38 anni.

Proprio questa deve essere stata la molla che lo ha spinto a fare il possibile per esserci ad Aragon, nonostante un grave incidente che gli ha provocato la rottura di tibia e perone solo pochi giorni fa. Una scelta coraggiosa, ma pienamente condivisa da Loris Capirossi, che conosce bene l’adrenalina che si respira sui circuiti: “Lo dico subito: sto con Valentino Rossi. Sono con lui al cento per cento – ha detto a La Gazzetta dello Sport -. Quello che sta facendo è qualcosa di molto onorevole, di straordinario. Dall’intervento chirurgico sono passati appena diciannove giorni, pochissimi, ma evidentemente la forza di volontà e la voglia di esserci sono molto forti. E penso che abbia ragione. Innanzitutto perché il campionato non è finito, una speranza c’è ancora e lo pensa anche lui. A Misano purtroppo ha dovuto lasciare tanti punti, Andrea Dovizioso e Marc Marquez sono lontani, ma non imprendibili. Di sicuro lo diventerebbero se lui non corresse domenica ad Aragon. E poi, al di là di questo, ci sta provando. Non è detto che, tentati un po’ di giri per capire come vanno le cose, riesca davvero a correre. Ma almeno non sarà rimasto a casa sul divano a macerarsi nel rimpianto, a chiedersi che cosa sarebbe successo se fosse andato“.

Una coincidenza positiva

Per incoraggiare ulteriormente Valentino a dare il massimo in Spagna Capirossi ha voluto rievocare un ricordo particolare: “Come buon auspicio posso ricordargli di quella volta che anch’io ho corso con una frattura fresca. È successo ad Assen, nel 2000. Avevo fatto la pole, ma al mattino, nel warm up, sono caduto e mi sono rotto la mano sinistra. Tre fratture, scomposte. Sono andato dal dottor Costa, alla Clinica Mobile, e lui me le ha messe a posto. Il problema è stato che, per regolamento, sono passato dai dottori olandesi, quelli del circuito. E uno di loro, come controllo, m’ha stretto la mano. Tutte e tre le fratture sono tornate scomposte. “Come va?”, mi ha chiesto. Un male cane. “Bene, bene”, ho risposto. Mi hanno dato l’okay. Sono tornato dal dottor Costa e lui me l’ha rimessa a posto. Ho corso e sono arrivato sul podio. Terzo. Ecco, lo auguro anche a Vale. Certo, in gara ho patito un dolore terribile. Ma la soddisfazione è stata incredibile. Poi, il giorno dopo, è stato molto peggio. Ma  questo spero che Vale non lo legga” – ha concluso.