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MotoGP, Silverstone: Marquez rompe il motore, Dovi vince e balza in testa al mondiale

Succede un po’ di tutto a Silverstone. Sarà la tradizione, l’aria inglese o una stagione veramente combattutissima: è stato un Gran Premio semplicemente adrenalinico, che ha visto prevalere di giustezza e prepotenza Andrea Dovizioso. Doveva essere una pista sofferta per le Ducati, un terreno nella quale limitare le perdite e contrastare lo strapotere Honda: il risultato è diametralmente opposto. Le Yamaha volano in partenza – forse troppo -, Marquez arranca e al giro tredici rompe il motore. Era un’occasione troppo ghiotta perché il Dovi non la cogliesse: forte di una carena nuova e di un software dal muretto che lo tiene informato sull’usura delle gomme, il forlivese ha inanellato una gara calibrata in modo perfetto. E si prende sia Silverstone che la vetta del tabellino iridato, portandosi a +9 da Marquez. Il favorito numero uno del Motomondiale non esiste più.

Vincitori e vinti

È stata una gara perfetta. Anche perché Andrea è davvero veloce” ha così commentato il team principal Ducati Luigi Dall’Igna ai microfoni della regia internazionale. Un pizzico di amarezza nonostante il podio centrato per Valentino Rossi: il Dottore era partito con il botto, bruciando ai blocchi di partenza Marquez e conducendo 17 dei 20 giri in testa al gruppo con un vantaggio sempre oscillante sul secondo. “Sfortunatamente sapevamo che avremmo sofferto. Ho dovuto rallentare negli ultimi giri anche per l’usura della gomma posteriore: speravo che montando la mescola dura avrei avuto più chance, invece Maverick sul lungo ne aveva di più. Mi sono divertito, è un buon risultato”.

Mondiale apertissimo

Il campione di Tavullia non ha potuto materialmente resistere al ritorno galoppante di Dovizioso, che lo ha sorpassato con una staccata di motore e poi se ne è andato via negli ultimi tre giri. Nulla ha potuto neppure contro Vinales, che in realtà ai -6 aveva rallentato per gestire i pneumatici nel modo più remunerativo possibile. Appuntamento allora al 10 settembre, quando il MotoGp farà tappa a Misano: la Ducati può sorridere, di morale e di fatti. Dovi comanda la classifica iridata con 183 punti, seguito da Marquez a 174 (-9), Vinales a 170 (-13), Rossi a 157 (-26). Come disse Bartali, “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare“. Ancora una volta.