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Radiografia di Valentino Rossi rubata, conclusa l’indagine: nessuno sarà punito

Rossi

Si è conclusa l’indagine interna svolta presso gli Ospedali Riuniti di Ancona, dove quasi due mesi fa era stata prelevata la radiografia in cui veniva mostrata la frattura di tibia e perone riportata da Valentino Rossi, vittima di un incidente durante un allenamento in Enduro. Anche la Polizia postale di Ancona aveva deciso di vederci chiaro per capire cosa fosse davvero successo. In base a quanto emerso, più di 100 persone sarebbero riuscite a visionare i referti, ma nessuno di loro subirà una sanzione.

Un episodio concluso con un nulla di fatto

Quando si deve trascorrere un periodo in ospedale ci si aspetta innanzitutto di essere curati nel migliore dei modi. Poter contare sul rispetto della propria privacy è però altrettanto fondamentale. Non è però quello che è accaduto a Valentino Rossi, ricoverato agli Ospedali Riuniti di Ancona lo scorso 31 agosto dopo essere stato vittima di un incidente mentre si stava allenando in Enduro. La radiografia che certificava la frattura di tibia e perone per il pilota era stata infatti sottratta da qualche d’uno non identificato.

Un fatto così grave aveva così fatto scattare una duplice indagine. La struttura marchigiana si era infatti mossa al suo interno per individuare i responsabili. Un’operazione simile era poi stata compiuta anche dalla Polizia Postale di Ancona, in seguito a un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Ancona dalla direzione generale del nosocomio anconetano. I membri della commissione interna hanno così ascoltato la versione di oltre cento dipendenti venuti a contatto con il fascicolo.

La decisione dell’ospedale 

La decisione di non procedere nemmeno con un richiamo sembra “cozzare” con le prime dichiarazioni del nosocomio che aveva annunciato di essere pronto alla linea dura nei confronti dei responsabili.

L’ospedale ha quindi invitato i propri dipendenti a prestare attenzione nel proprio modo di agire. In futuro dovranno quindi essere evitati gli accessi non autorizzati al sistema Pacs: “Cogliamo l’occasione per raccomandare la massima osservanza di quanto disposto dal regolamento, quanto a protezione dei dati personali. In particolare si richiama l’attenzione sull’uso personale delle credenziali di accesso agli archivi” – è stato scritto in una lettera inviata dalla struttura.

Ben diversa sembra essere la linea decisa dalla Polizia Postale. Gli agenti, infatti, sono pronti a proseguire l’indagine.